13 Gen Nuova policy sui rimborsi delle apostille
Prima del 1º aprile 2025, se un documento veniva presentato per la legalizzazione ma, per qualsiasi motivo, non poteva ricevere l’apostille, veniva restituito al richiedente e la tariffa dell’apostille veniva rimborsata. Tuttavia, questa procedura comportava comunque dei costi amministrativi, inclusi la preparazione della comunicazione di restituzione e le spese di spedizione, che in ultima analisi ricadevano sul contribuente.
Dal 1º aprile 2025, questo approccio è stato modificato. Qualora vengano presentati all’FCDO documenti chiaramente non idonei all’apposizione dell’apostille sulla base delle linee guida esistenti, la tariffa dell’apostille non verrà rimborsata. Ciò include, ad esempio, certificati di nascita fotocopiati o documenti non firmati o privi di data. Nei casi in cui un documento non possa essere legalizzato per motivi non imputabili al richiedente, la tariffa dell’apostille continuerà a essere rimborsata; tuttavia, le spese di restituzione continueranno a essere detratte dal rimborso.
L’FCDO ha inoltre comunicato che sono in corso miglioramenti al proprio strumento di verifica dei documenti, che sarà reso disponibile per aiutare gli utenti a comprendere meglio quali documenti possano o meno essere legalizzati prima dell’invio.
In aggiunta, Words at Hand è in grado di offrire consulenza prima della presentazione dei documenti, indicando quali potrebbero risultare più complessi, problematici o difficilmente idonei alla legalizzazione. Questo approccio preventivo può aiutare i clienti a evitare invii inutili, riducendo tempi di attesa e costi superflui.
Nel complesso, si auspica che queste modifiche, insieme a indicazioni più chiare e a controlli preliminari da parte di esperti, contribuiscano a rendere il processo di legalizzazione più efficiente e trasparente per tutti.
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