Cittadinanza Italiana Jure Sanguinis: Cos’è, Come Funzionava e Cosa è Cambiato nel 2025

Cittadinanza Italiana Jure Sanguinis: Cos’è, Come Funzionava e Cosa è Cambiato nel 2025

Hai un bisnonno o un trisavolo italiano e hai sempre pensato di poter richiedere la cittadinanza italiana per discendenza? Fino a poco tempo fa era possibile. Ma dal 28 marzo 2025 le regole sono cambiate in modo significativo, e migliaia di persone si sono trovate improvvisamente escluse da una procedura che stavano pianificando. In questo articolo spieghiamo tutto dall’inizio: cos’è lo jure sanguinis, come funzionava, cosa è cambiato e cosa puoi ancora fare oggi.

Cos’è lo jure sanguinis?

Jure sanguinis è un’espressione latina che significa ‘diritto di sangue’. E’ il principio su cui si fonda la legge italiana sulla cittadinanza: si è italiani non perché’ si nasce in Italia (ius soli), ma perché’ si discende da un cittadino italiano.

Questo principio, radicato nella legislazione italiana fin dall’Ottocento, aveva storicamente permesso a milioni di discendenti di emigranti italiani — in Argentina, Brasile, Uruguay, USA, Australia e molti altri Paesi — di richiedere e ottenere la cittadinanza italiana, anche dopo molte generazioni.

In teoria, fino alla riforma del 2025, era sufficiente dimostrare una discendenza ininterrotta da un antenato nato dopo il 17 marzo 1861 (data di proclamazione del Regno d’Italia) che non avesse mai rinunciato alla cittadinanza italiana.

Come funzionava prima della riforma

Prima della Legge 74/2025, il meccanismo era relativamente semplice: bastava ricostruire l’albero genealogico, raccogliere tutti i documenti di stato civile degli ascendenti (atti di nascita, matrimonio, eventuale morte) e dimostrare che la catena di trasmissione della cittadinanza non fosse mai stata interrotta.

Non c’era limite di generazioni: se tuo bisnonno era italiano e non aveva mai rinunciato alla cittadinanza prima della nascita di tuo nonno, la cittadinanza si trasmetteva. E cosi’ di generazione in generazione.

La domanda poteva essere presentata presso il Consolato italiano competente o, in alcuni casi, direttamente tramite i tribunali italiani.

Cosa è cambiato con la Legge 74/2025

IMPORTANTE: Dal 28 marzo 2025, con l’entrata in vigore del Decreto-Legge 36/2025, convertito nella Legge 74/2025 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 23 maggio 2025), il riconoscimento automatico della cittadinanza jure sanguinis e’ stato significativamente limitato. A marzo 2026, la Corte Costituzionale ha confermato la legittimita’ di queste restrizioni.

La modifica principale riguarda i nati all’estero che possiedono gia’ un’altra cittadinanza: per loro, la cittadinanza italiana non si trasmette piu’ in modo automatico.

Le nuove regole: chi mantiene il diritto automatico

La cittadinanza italiana jure sanguinis si trasmette ancora automaticamente solo nei seguenti casi:

  • Il discendente non ha e non può avere altra cittadinanza (es. e’ apolide)
  • Il genitore trasmittente era ESCLUSIVAMENTE cittadino italiano al momento della nascita del figlio (senza altre cittadinanze)
  • Il genitore italiano ha risieduto legalmente e continuativamente in Italia per almeno 2 anni prima della nascita del figlio
  • Il genitore o nonno italiano è nato in Italia ed era cittadino italiano
  • La domanda di riconoscimento era già stata presentata o era pendente in sede giudiziaria entro il 27 marzo 2025

Chi è escluso dalla trasmissione automatica

Con le nuove norme, non ha più diritto al riconoscimento automatico chi:

  • E’ nato all’estero da discendenti italiani di terza generazione o oltre (es. il bisnonno era italiano, ma i genitori sono nati all’estero con altra cittadinanza)
  • Ha un genitore italiano che detiene anche un’altra cittadinanza e non ha mai risieduto in Italia per almeno 2 anni prima della nascita
  • Si basa esclusivamente su antenati più lontani (bisnonni, trisavoli) senza un legame diretto con un genitore o nonno cittadino italiano per nascita

Cosa succede se non rientri nei criteri automatici?

Esistono ancora percorsi alternativi:

1. Cittadinanza agevolata per discendenti (residenza in Italia)

I discendenti di cittadini italiani che non rientrano nei criteri automatici possono richiedere la cittadinanza italiana dopo aver risieduto legalmente in Italia per almeno 2 anni. Si tratta di un percorso più lungo ma ancora percorribile.

2. Naturalizzazione per residenza

In alternativa, è possibile richiedere la cittadinanza per naturalizzazione dopo un certo numero di anni di residenza legale in Italia (generalmente 10 anni, ridotti in alcuni casi specifici).

3. Cittadinanza per matrimonio

Se sei coniuge di un cittadino italiano, puoi richiedere la cittadinanza per matrimonio, procedura rimasta sostanzialmente invariata. Ne abbiamo parlato in un articolo dedicato sul blog.

I documenti necessari per chi rientra ancora nei criteri

Per chi soddisfa ancora i requisiti automatici, i documenti da raccogliere includono generalmente:

  • Atti di nascita, matrimonio e morte di tutti gli ascendenti nella linea italiana (apostillati e tradotti)
  • Certificato di cittadinanza dell’avo italiano (o prova che non abbia mai rinunciato alla cittadinanza)
  • Prova di residenza del genitore trasmittente in Italia (se applicabile)
  • Documenti di identità del richiedente

CONSIGLIO: Prima di raccogliere qualsiasi documento, fai valutare la tua situazione genealogica da un professionista. Con le nuove regole, avviare una pratica senza i requisiti giusti e’ uno spreco di tempo e denaro.

Come possiamo aiutarti

Words at Hand supporta famiglie con origini italiane in tutta la documentazione necessaria per le pratiche di cittadinanza jure sanguinis:

  • Traduzione certificata di atti di nascita, matrimonio e morte di ascendenti italiani
  • Traduzione di documenti stranieri per il consolato italiano (portoghese, spagnolo, inglese → italiano)
  • Verifica della documentazione prima dell’invio
  • Servizio urgente disponibile

Contattaci per una consulenza gratuita: cristina@wordsathand.com | WhatsApp: +44 7824 347667 | wordsathand.com/it/contatti

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